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Gerusalemme, estate del 1999: prima di morire avvelenato, l’anziano violinista Josef Asche dona uno spartito musicale cinquecentesco al suo miglior allievo, un piccolo arabo di nome Nadim. Ha avvio così una vicenda che si snoda su tre piani narrativi che immergono il lettore in una sinfonia di prospettive e di registri eterogenei. Nell’ouverture, gli accordi cupi del passato ebraico di Asche nell’Europa nazista si stemperano nelle note caustiche delle indagini sulla sua morte condotte dal goffo ispettore Sekel Kantor. Il timbro cambia, quando i principali protagonisti sono riuniti, dopo vent’anni, in una sala da concerto in cui Nadim, violinista ormai affermato, sta eseguendo un movimento del Dies Irae e dove un ordigno è pronto a deflagrare, dando avvio a una serie di esplosioni in tutto l’Occidente. Mediante lo stratagemma del racconto nel racconto, viene presentata anche l’emblematica  figura del Direttore d’orchestra, ossessionato da un libro incentrato sul rapporto tra il Bene e il Male, sulla responsabilità individuale, sul significato della creazione artistica. Le tre linee narrative e melodiche si ricongiungono alla fine della narrazione, in una sorta di inattesa, sconcertante detonazione.

Presentazione del romanzo presso il LAC, Lugano, 7 ottobre 2017, Musiche originali degli Oktōēchos (Eclypse©, Nadim's Obsession©, Dies Irae©)